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Claudio Magris

    10 aprile 1939

    Claudio Magris è un distinto autore italiano la cui opera si addentra spesso nell'interconnessione della storia e della cultura europea. Il suo approccio letterario è caratterizzato da un profondo interesse per il patrimonio multiculturale, che egli porta alla vita attraverso acute osservazioni e riflessioni storiche. Attraverso la sua scrittura, scopre l'intricato arazzo dell'identità europea, tracciandone il corso attraverso il continente. Magris infonde nelle sue opere una ricca miscela di profondità accademica e un appassionato impegno per l'esperienza umana.

    Claudio Magris
    Alfabeti
    Utopia e disincanto
    Einaudi Tascabili - 973: L'educazione sentimentale. Storia di un giovane
    Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna
    Oscar - 451: L'infinito viaggiare
    Ti devo tanto di ciò che sono
    • Ti devo tanto di ciò che sono

      Carteggio con Biagio Marin

      • 406pagine
      • 15 ore di lettura

      Claudio Magris, ancora liceale, incontra Biagio Marin nella Trieste degli anni Cinquanta. Marin, un intellettuale e poeta di grande talento, è ammirato dai critici ma lontano dalla fama che meriterebbe. Nonostante i quasi cinquant'anni di differenza, tra i due nasce un'amicizia intensa, alimentata per quasi trent'anni da incontri e lettere, ora pubblicate per la prima volta grazie a Renzo Sanson. Le loro comunicazioni rivelano un legame profondo tra allievo e maestro, caratterizzato da stima e ammirazione. Marin, che ha perso il figlio Falco in guerra, riversa su Magris l’affetto di un padre, mentre Magris trova in Marin un modello di libertà. Le lettere mostrano un affetto sincero, ma anche scontri e incomprensioni, tracciando due vite parallele che si intrecciano nel tempo. Marin desidera che Magris sia il suo erede, pur sapendo che ciò è impossibile, e gli chiede aiuto per ottenere il riconoscimento che gli sfugge. Magris, nel suo percorso di crescita intellettuale, cerca spesso il consiglio di Marin, ma si confronta anche con il peso della sua personalità, definita "fronte di tempesta". Attraverso pagine cariche di umanità, l'opera disegna l'autobiografia inedita di due grandi scrittori, uno rappresentante del Diciannovesimo secolo e l'altro proiettato nelle inquietudini del Novecento.

      Ti devo tanto di ciò che sono
      5,0
    • Oscar - 451: L'infinito viaggiare

      • 262pagine
      • 10 ore di lettura

      Szkice z podróży do Austrii, Czech, Hiszpanii, Iranu, Norwegii, Polski, Rosji, Szwecji, Wietnamu i na Wyspy Kanaryjskie. Zapis wędrówek autora Dunaju przez historię i dzień dzisiejszy odwiedzanych miejsc. Prawdziwa lekcja twórczego podróżowania. Żyć, podróżować, pisać. Być może najbardziej autentyczną literaturą jest dzisiaj ta, która nie posługuje się czystą wyobraźnią i fikcją, lecz mówi bezpośrednio o faktach i rzeczach, owych szalonych i zawrotnych przemianach, które - jak powiada Ryszard Kapuściński - nie pozwalają uchwycić świata jako całości. Wielu przyjaciół pyta mnie, jak to się dzieje, że nie męczą mnie dalekie i częste podróże. Męczymy się raczej w domu, we własnym mieście i własnym świecie udręczeni przez obowiązki i kłopoty, przebici tysiącem codziennych trujących strzał, przytłoczeni przez idole własnego plemienia. W dodatku to w domu rozgrywa się nasze życie, szczęście i nieszczęście, namiętność, los. Podróż, nawet najciekawsza, jest zawsze pauzą, ucieczką, doświadczeniem braku odpowiedzialności, odpoczynkiem od wszelkiego prawdziwego ryzyka. Claudio Magris

      Oscar - 451: L'infinito viaggiare
      4,0
    • Apparso agli inizi degli anni Sessanta, questo libro ha avuto il merito di indagare tra i primi un tema che avrebbe poi goduto di una fortuna ininterrotta. Nel mito absburgico confluiscono molte componenti: l'idealizzazione dell'Impero come armonica entità sovranazionale e universalistica; il senso dell'ordine e della gerarchia; l'imperatore Francesco Giuseppe, che di quell'ordine era simbolo e garante; una visione edonistica ed epicurea della vita, con epicentro Vienna... Intrecciando storia, cultura e costume, Magris ha ricostruito le ragioni storiche di questo mito e la sua presenza nelle opere letterarie, dall'epoca Biedermeier ad autori come Schnitzler, Hofmannsthal, Kraus, Rilke, Roth, Werfel, Zweig, Musil, Doderer, la cui adesione al proprio tempo ha assunto la forma, tipicamente austriaca, dell'ironia, della critica disincantata e beffarda.

      Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna
      4,0
    • La storia della passione, mai appagata e mai sopita, del giovane Frédéric Moreau per Madame Arnoux è la rappresentazione universale dell'amore possibile, intravisto e sognato. E non vissuto. Con il saggio "Flaubert e il libro su niente" di Claudio Magris.

      Einaudi Tascabili - 973: L'educazione sentimentale. Storia di un giovane
      4,0
    • Utopia e disincanto

      • 328pagine
      • 12 ore di lettura

      Questa raccolta di saggi (1974-1998), per lo più articoli apparsi sul Corriere della Sera, offre un contributo personale alla discussione sulla post-modernità. Magris analizza questa epoca attraverso chiavi interpretative, utilizzando una sensibilità post-moderna che si basa sulla memoria. Confronta passato e presente, recuperando ricordi personali e storici che si colorano emotivamente alla luce della sua rivisitazione. Il suo discorso si presenta come un puzzle, in cui l'autore interagisce con i lettori, citando autori e commemorando date significative, discutendo eventi quotidiani in modo colto e letterario. Critica, ad esempio, la liquidazione della bellezza femminile da parte di autori come La Rochefoucauld e Stendhal, evocando figure come Ninon de Lenclos, simbolo di passioni durature. In "Una custodia per i Buddenbrook", esplora la consapevolezza di Thomas Mann come "rappresentante" della società. Alcuni saggi, pur essendo superficiali, offrono spunti interessanti, mentre altri, come "Kitsch e Passione", affrontano tematiche filosofiche più complesse. Infine, si confronta con questioni radicali legate all'impegno etico dell'intellettuale in vari interventi.

      Utopia e disincanto
      4,0
    • "Alfabeti" è un viaggio tra i libri e nella letteratura - uno dei mille possibili viaggi. Il percorso inizia dalle letture d'infanzia e d'adolescenza. Ci sono i libri che ci hanno formato, che ci hanno ferito e insieme hanno saputo curare la ferita. I libri che permettono di conoscere e ordinare il mondo e quelli che ne svelano il caos travolgente e distruttore, l'incanto e insieme l'orrore. I libri che fanno balenare la salvezza e quelli che si affacciano sul nulla. Soprattutto quelli che allargano i confini della letteratura e rimandano al di là di essa. "Alfabeti" parla soprattutto di libri che s'intrecciano e si scontrano con la vita e con la storia per tornare poi alla vita, plasmando gli sguardi, le idee, i sogni e le esistenze quotidiane dei loro lettori. Libri che trascendono anche la propria perfezione estetica per dire il dolore come la bellezza, l'amore come l'abiezione.

      Alfabeti
      3,9
    • Paesaggi, umori, incontri, riflessioni, racconti di un viaggiatore sterniano che ripercorre con pietas e humor il vecchio fiume, dalle sorgenti al Mar Nero, ripercorrendo insieme la propria vita e le stagioni della cultura contemporanea, le sue fedi e le sue inquietudini. Un itinerario fra romanzo e saggio che racconta la cultura come esperienza esistenziale e ricostruisce a mosaico le civiltà dell'Europa centrale, rintracciandone il profilo nei segni della grande Storia e nelle effimere tracce della vita quotidiana.

      Danubio. Donau, italienische Ausgabe
      3,9
    • Tempo curvo a Krems

      • 88pagine
      • 4 ore di lettura

      «Sempre vuol dire vivere o morire? Il vetro della clessidra si accende e si colora nella luce che lo attraversa, una luce dorata rugginosa quando la clessidra è colma di sabbia e giallorosa pallido quando si svuota.» I cinque protagonisti di questi racconti si confrontano con un tempo che sembra eterno, un fiume che scorre verso la foce e la sorgente. Il ricco industriale, ormai anziano, si ritira beffardamente dalla vita; il maestro di musica rivede il suo allievo in un incontro carico di ambiguità; il viaggiatore, nella tranquilla Krems, scopre il non tempo dell’amore e della vita; il vecchio scrittore, ospite di un premio, misura la sua estraneità al mondo letterario; infine, un sopravvissuto della Grande Guerra osserva la ricostruzione di un film sulla sua giovinezza, faticando a riconoscere se stesso e i suoi amici. Ironicamente crudeli e malinconicamente sobri, i personaggi attenuano l’intensità delle loro esistenze, sfumando i confini tra finzione e realtà, consapevoli che anche «le pagine invecchiano come le cose vive: fanno orecchie d’asino, si sgualciscono, avvizziscono. Come la mia pelle».

      Tempo curvo a Krems
      3,6
    • Necropoli

      • 280pagine
      • 10 ore di lettura

      Campo di concentramento di Natzweiler-Struthof sui Vosgi. Un ex deportato, tornato dopo anni, visita il luogo della sua internamento con un gruppo di turisti. Davanti alle baracche e al filo spinato trasformati in museo, la memoria inizia a fluire, riportando alla mente il dolore e la commozione. Riaffiorano ricordi di fame, freddo, umiliazioni e la profonda pena per i tanti che non ce l’hanno fatta. Le esperienze, come fotogrammi impressi nel corpo e nell’anima, raccontano un orrore inesplicabile, ma anche la solidarietà tra prigionieri e un’umanità mai del tutto sconfitta. Nonostante le circostanze drammatiche, il desiderio di vivere persiste. Scritto con un linguaggio crudo, il libro è un’autobiografia intensa e sconvolgente. Boris Pahor narra la sua esperienza nel mondo crematorio per preservare la memoria e affinché la storia non venga dimenticata. Non è solo una testimonianza delle atrocità dei lager nazisti, ma anche un documento emozionante sulla capacità di resistere e sulla generosità umana. Le recensioni lodano la precisione e la finezza dell’analisi, paragonando Pahor a figure come Primo Levi e Imre Kértesz.

      Necropoli
      4,0
    • Paesaggi, umori, incontri, riflessioni, racconti di un viaggiatore sterniano che scende con pietas e con humour lungo il vecchio fiume, dalle sorgenti al Mar Nero, ripercorrendo insieme la propria vita e le stagioni della cultura contemporanea, le sue fedi e le sue inquietudini. Un itinerario fra romanzo e saggio che racconta la cultura come esperienza esistenziale e ricostruisce a mosaico, attraverso i luoghi visitati e interrogati, le civiltà dell'Europa centrale – in tutta la complessa varietà dei suoi popoli e delle sue culture – rintracciandone il profilo nei segni della grande Storia e nelle effimere tracce della vita quotidiana. Viaggio esterno, dunque, e avventura interiore, minuziosa documentazione erudita che diventa materia di finzione e di digressione fantastica per un viandante curioso di luoghi, libri e persone che redige un piccolo Decamerone danubiano con storie e vicende, destini individuali e collettivi rimasti impigliati sulle rive del fiume e del tempo. Il Danubio diviene un labirintico percorso alla ricerca del senso della vita e della storia, sull'atlante della vecchia Europa e del nostro presente.

      Danubio
      3,9