Bookbot

Claudio Magris

    10 aprile 1939

    Claudio Magris è un distinto autore italiano la cui opera si addentra spesso nell'interconnessione della storia e della cultura europea. Il suo approccio letterario è caratterizzato da un profondo interesse per il patrimonio multiculturale, che egli porta alla vita attraverso acute osservazioni e riflessioni storiche. Attraverso la sua scrittura, scopre l'intricato arazzo dell'identità europea, tracciandone il corso attraverso il continente. Magris infonde nelle sue opere una ricca miscela di profondità accademica e un appassionato impegno per l'esperienza umana.

    Claudio Magris
    Einaudi Tascabili - 973: L'educazione sentimentale. Storia di un giovane
    Tempo curvo a Krems
    Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna
    La stanza dei pesci
    Oscar - 451: L'infinito viaggiare
    Ti devo tanto di ciò che sono
    • Ti devo tanto di ciò che sono

      Carteggio con Biagio Marin

      • 406pagine
      • 15 ore di lettura

      Claudio Magris, ancora liceale, incontra Biagio Marin nella Trieste degli anni Cinquanta. Marin, un intellettuale e poeta di grande talento, è ammirato dai critici ma lontano dalla fama che meriterebbe. Nonostante i quasi cinquant'anni di differenza, tra i due nasce un'amicizia intensa, alimentata per quasi trent'anni da incontri e lettere, ora pubblicate per la prima volta grazie a Renzo Sanson. Le loro comunicazioni rivelano un legame profondo tra allievo e maestro, caratterizzato da stima e ammirazione. Marin, che ha perso il figlio Falco in guerra, riversa su Magris l’affetto di un padre, mentre Magris trova in Marin un modello di libertà. Le lettere mostrano un affetto sincero, ma anche scontri e incomprensioni, tracciando due vite parallele che si intrecciano nel tempo. Marin desidera che Magris sia il suo erede, pur sapendo che ciò è impossibile, e gli chiede aiuto per ottenere il riconoscimento che gli sfugge. Magris, nel suo percorso di crescita intellettuale, cerca spesso il consiglio di Marin, ma si confronta anche con il peso della sua personalità, definita "fronte di tempesta". Attraverso pagine cariche di umanità, l'opera disegna l'autobiografia inedita di due grandi scrittori, uno rappresentante del Diciannovesimo secolo e l'altro proiettato nelle inquietudini del Novecento.

      Ti devo tanto di ciò che sono
      5,0
    • Oscar - 451: L'infinito viaggiare

      • 262pagine
      • 10 ore di lettura

      Szkice z podróży do Austrii, Czech, Hiszpanii, Iranu, Norwegii, Polski, Rosji, Szwecji, Wietnamu i na Wyspy Kanaryjskie. Zapis wędrówek autora Dunaju przez historię i dzień dzisiejszy odwiedzanych miejsc. Prawdziwa lekcja twórczego podróżowania. Żyć, podróżować, pisać. Być może najbardziej autentyczną literaturą jest dzisiaj ta, która nie posługuje się czystą wyobraźnią i fikcją, lecz mówi bezpośrednio o faktach i rzeczach, owych szalonych i zawrotnych przemianach, które - jak powiada Ryszard Kapuściński - nie pozwalają uchwycić świata jako całości. Wielu przyjaciół pyta mnie, jak to się dzieje, że nie męczą mnie dalekie i częste podróże. Męczymy się raczej w domu, we własnym mieście i własnym świecie udręczeni przez obowiązki i kłopoty, przebici tysiącem codziennych trujących strzał, przytłoczeni przez idole własnego plemienia. W dodatku to w domu rozgrywa się nasze życie, szczęście i nieszczęście, namiętność, los. Podróż, nawet najciekawsza, jest zawsze pauzą, ucieczką, doświadczeniem braku odpowiedzialności, odpoczynkiem od wszelkiego prawdziwego ryzyka. Claudio Magris

      Oscar - 451: L'infinito viaggiare
      4,0
    • La stanza dei pesci

      • 285pagine
      • 10 ore di lettura

      Questa autobiografia costituisce un vero e proprio "Bildungsroman", un romanzo di formazione; ma non un romanzo letterario, bensì un romanzo di vita vera. Talora troppo dolorosamente vera, ma neppure la sofferenza, l'errore, la colpa, le espressioni spesso stupidamente autopunitive, o punitive e involontariamente ma altrettanto stupidamente arroganti, come sono così spesso quasi tutte le trasgressioni, non riescono, come in troppi altri casi, a spegnere la luce della vita, a soffocare la levità, la leggerezza. È curioso che un libro che racconta vicende così dure, spiazzanti, spesso respingenti, conservi il senso della leggerezza.

      La stanza dei pesci
      3,0
    • Apparso agli inizi degli anni Sessanta, questo libro ha avuto il merito di indagare tra i primi un tema che avrebbe poi goduto di una fortuna ininterrotta. Nel mito absburgico confluiscono molte componenti: l'idealizzazione dell'Impero come armonica entità sovranazionale e universalistica; il senso dell'ordine e della gerarchia; l'imperatore Francesco Giuseppe, che di quell'ordine era simbolo e garante; una visione edonistica ed epicurea della vita, con epicentro Vienna... Intrecciando storia, cultura e costume, Magris ha ricostruito le ragioni storiche di questo mito e la sua presenza nelle opere letterarie, dall'epoca Biedermeier ad autori come Schnitzler, Hofmannsthal, Kraus, Rilke, Roth, Werfel, Zweig, Musil, Doderer, la cui adesione al proprio tempo ha assunto la forma, tipicamente austriaca, dell'ironia, della critica disincantata e beffarda.

      Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna
      4,0
    • Tempo curvo a Krems

      • 88pagine
      • 4 ore di lettura

      «Sempre vuol dire vivere o morire? Il vetro della clessidra si accende e si colora nella luce che lo attraversa, una luce dorata rugginosa quando la clessidra è colma di sabbia e giallorosa pallido quando si svuota.» I cinque protagonisti di questi racconti si confrontano con un tempo che sembra eterno, un fiume che scorre verso la foce e la sorgente. Il ricco industriale, ormai anziano, si ritira beffardamente dalla vita; il maestro di musica rivede il suo allievo in un incontro carico di ambiguità; il viaggiatore, nella tranquilla Krems, scopre il non tempo dell’amore e della vita; il vecchio scrittore, ospite di un premio, misura la sua estraneità al mondo letterario; infine, un sopravvissuto della Grande Guerra osserva la ricostruzione di un film sulla sua giovinezza, faticando a riconoscere se stesso e i suoi amici. Ironicamente crudeli e malinconicamente sobri, i personaggi attenuano l’intensità delle loro esistenze, sfumando i confini tra finzione e realtà, consapevoli che anche «le pagine invecchiano come le cose vive: fanno orecchie d’asino, si sgualciscono, avvizziscono. Come la mia pelle».

      Tempo curvo a Krems
      4,2
    • La storia della passione, mai appagata e mai sopita, del giovane Frédéric Moreau per Madame Arnoux è la rappresentazione universale dell'amore possibile, intravisto e sognato. E non vissuto. Con il saggio "Flaubert e il libro su niente" di Claudio Magris.

      Einaudi Tascabili - 973: L'educazione sentimentale. Storia di un giovane
      4,0
    • Utopia e disincanto

      • 328pagine
      • 12 ore di lettura

      Questa raccolta di saggi (1974-1998), per lo più articoli apparsi sul Corriere della Sera, offre un contributo personale alla discussione sulla post-modernità. Magris analizza questa epoca attraverso chiavi interpretative, utilizzando una sensibilità post-moderna che si basa sulla memoria. Confronta passato e presente, recuperando ricordi personali e storici che si colorano emotivamente alla luce della sua rivisitazione. Il suo discorso si presenta come un puzzle, in cui l'autore interagisce con i lettori, citando autori e commemorando date significative, discutendo eventi quotidiani in modo colto e letterario. Critica, ad esempio, la liquidazione della bellezza femminile da parte di autori come La Rochefoucauld e Stendhal, evocando figure come Ninon de Lenclos, simbolo di passioni durature. In "Una custodia per i Buddenbrook", esplora la consapevolezza di Thomas Mann come "rappresentante" della società. Alcuni saggi, pur essendo superficiali, offrono spunti interessanti, mentre altri, come "Kitsch e Passione", affrontano tematiche filosofiche più complesse. Infine, si confronta con questioni radicali legate all'impegno etico dell'intellettuale in vari interventi.

      Utopia e disincanto
      4,0
    • "Alfabeti" è un viaggio tra i libri e nella letteratura - uno dei mille possibili viaggi. Il percorso inizia dalle letture d'infanzia e d'adolescenza. Ci sono i libri che ci hanno formato, che ci hanno ferito e insieme hanno saputo curare la ferita. I libri che permettono di conoscere e ordinare il mondo e quelli che ne svelano il caos travolgente e distruttore, l'incanto e insieme l'orrore. I libri che fanno balenare la salvezza e quelli che si affacciano sul nulla. Soprattutto quelli che allargano i confini della letteratura e rimandano al di là di essa. "Alfabeti" parla soprattutto di libri che s'intrecciano e si scontrano con la vita e con la storia per tornare poi alla vita, plasmando gli sguardi, le idee, i sogni e le esistenze quotidiane dei loro lettori. Libri che trascendono anche la propria perfezione estetica per dire il dolore come la bellezza, l'amore come l'abiezione.

      Alfabeti
      3,9
    • Necropoli

      • 280pagine
      • 10 ore di lettura

      Campo di concentramento di Natzweiler-Struthof sui Vosgi. Un ex deportato, tornato dopo anni, visita il luogo della sua internamento con un gruppo di turisti. Davanti alle baracche e al filo spinato trasformati in museo, la memoria inizia a fluire, riportando alla mente il dolore e la commozione. Riaffiorano ricordi di fame, freddo, umiliazioni e la profonda pena per i tanti che non ce l’hanno fatta. Le esperienze, come fotogrammi impressi nel corpo e nell’anima, raccontano un orrore inesplicabile, ma anche la solidarietà tra prigionieri e un’umanità mai del tutto sconfitta. Nonostante le circostanze drammatiche, il desiderio di vivere persiste. Scritto con un linguaggio crudo, il libro è un’autobiografia intensa e sconvolgente. Boris Pahor narra la sua esperienza nel mondo crematorio per preservare la memoria e affinché la storia non venga dimenticata. Non è solo una testimonianza delle atrocità dei lager nazisti, ma anche un documento emozionante sulla capacità di resistere e sulla generosità umana. Le recensioni lodano la precisione e la finezza dell’analisi, paragonando Pahor a figure come Primo Levi e Imre Kértesz.

      Necropoli
      4,0
    • Danubio

      • 480pagine
      • 17 ore di lettura

      Paesaggi, umori, incontri, riflessioni, racconti di un viaggiatore sterniano che ripercorre con pietas e humor il vecchio fiume, dalle sorgenti al Mar Nero, ripercorrendo insieme la propria vita e le stagioni della cultura contemporanea, le sue fedi e le sue inquietudini. Un itinerario fra romanzo e saggio che racconta la cultura come esperienza esistenziale e ricostruisce a mosaico le civiltà dell'Europa centrale, rintracciandone il profilo nei segni della grande Storia e nelle effimere tracce della vita quotidiana.

      Danubio
      3,9
    • La storia non è finita

      Etica, Politica, Laicità

      La storia non è finita è il libro di un «impolitico», come definito da Thomas Mann: una persona che, sebbene preferisca una giornata al mare alla cronaca politica, riconosce la necessità di intervenire quando il corpo sociale è in pericolo e i valori fondamentali sono minacciati. I capitoli, originariamente articoli per il «Corriere della Sera», trattano temi come la laicità, liberata dall'equivoco con la fede; il dialogo tra culture; il rapporto tra Stato e Chiesa; la scienza di fronte a cambiamenti epocali che alterano l'identità umana; e la regressione irrazionalista. Viene analizzata l'involuzione politica che mette a rischio i principi della democrazia e del liberalismo, insieme a questioni di violenza, guerra, nazionalismi e orizzonti europei in un mondo in rapida trasformazione. L'autore non trascura il dubbio sulle proprie convinzioni e la possibilità che valori e significati siano illusioni. Con pazienza, determinazione, umiltà e rispetto, Magris guida il lettore nella ricerca delle «leggi non scritte degli dèi», che rimangono inviolabili.

      La storia non è finita
      3,6
    • Istantanee

      • 178pagine
      • 7 ore di lettura

      "Secondo la definizione di Salvatore Battaglia nel Grande dizionario della lingua italiana, l'istantanea è eseguita con un tempo di esposizione molto breve senza l'impiego di un sostegno. Claudio Magris compone un florilegio di istantanee, raccolte in ordine cronologico, dal 1999 al 2016. In esse Magris ritaglia piccoli e grandi aspetti della vita quotidiana, della vita politica, della nostra intimità. Stigmatizza false credenze, modi di dire, comportamenti che nascondono abissi di incomprensione e superficialità; sottolinea piccoli gesti, nascosti, che rivelano l'ampiezza dell'animo umano. Pesca dalla storia e dalla letteratura situazioni sorprendenti, capaci di illuminare il presente confuso in cui viviamo. Ne emerge una piccola commedia umana, un affresco unitario delle nostre vite nevrotiche, il cui telaio è lo spirito caustico, ironico, sempre pieno di Pietas dell'autore, autentico moralista (nel senso alto del termine) dei nostri tempi. Che non ci dice mai come dobbiamo essere o vivere, ma ci invita a guardarci con rigore e tenerezza. E alla fine di questo viaggio ci saluta con un invito: "Solo quando puoi nuovamente ridere, dice una scritta letta più di trent'anni fa sulla porta del Duomo di Linz, hai veramente perdonato".--Rabat de la jaquette

      Istantanee
      3,0
    • "Ci sono luoghi che affascinano perché sembrano radicalmente diversi e altri che incantano perché, già la prima volta, risultano familiari, quasi un luogo natio. Conoscere è spesso, platonicamente, riconoscere, l'emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell'attimo ma accolto come proprio. Per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell'incontro, della seduzione e dell'avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o si fa all'amore con una persona amata sono infinitamente più intense della prima. Ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, come l'odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca. "Perché cavalcate per queste terre?" chiede nella famosa ballata di Rilke l'alfiere al marchese che procede al suo fianco. "Per ritornare" risponde l'altro".

      L'infinito viaggiare
      3,6
    • Gli elefanti. Narrativa: La mostra

      • 74pagine
      • 3 ore di lettura

      Racconto, teatro o libretto d'opera, La mostra mette in scena il destino minimo di un uomo – il pittore triestino Vito Timmel, morto in manicomio - e la sua regale, anarchica autodistruzione. L'esistenza di quest'uomo randagio viene ricostruita a brandelli attraverso le sue stesse parole e quelle di amici, carcerieri e volonterosi guaritori, compagni d'osteria e d'arte, personaggi sanguigni e larvali, donne struggentemente amate e ferocemente perdute, cori di voci e di cose che dicono la demenziale verità del mondo, in una sgangherata triestinità dialettale e universale, dove rifluiscono frammenti e detriti della scomparsa Mitteleuropea. Una babele di linguaggi bassi e sublimi in cui ciascuno parla a nessuno, una babele concentrazionaria (cella dell'ospedale psichiatrico, sala del museo) in cui irrompono, fra i morsi di dolore, anche un'errabonda e ariosa felicità, l'incanto di un mondo libero e meraviglioso, sospeso tra i relitti di una vita finita e i bagliori di un altrove. Testo violento, visionario e tragicomico, La mostra è la storia, narrata come dopo un diluvio, di un uomo che cerca di salvarsi nella dimenticanza e si confronta con la contraddittoria necessità di uccidere il passato e di farlo vivere, di amare la vita e di spegnere questo amore che fa così male, faccia a faccia con l'esistenza incantevole e insostenibile, con le sue schegge di poesia e la sua vorticosa infelicità.

      Gli elefanti. Narrativa: La mostra
      3,0
    • Protagonisti sono gli uomini, ma anche gli animali, gli abitanti dei caffè o delle isole, l'orso del Monte Nevoso e il cane abbandonato nella laguna, rivoluzionari indomiti e dimenticati, infatuazioni e manie di personaggi che hanno perso la loro esistenza come una partita a carte. Protagonisti sono anche le pietre e le onde, la neve e la sabbia, le frontiere, un'inflessione della voce o un gesto inconsapevole... Diversi fili conduttori tessono la trama del libro e accompagnano il lettore, quali immagini o figure ricorrenti: i rapporti fra paesaggi e senso del tempo, l'identità e la sua incertezza, l'amore, il continuo attraversamento di confini d'ogni genere, l'ombra della morte.

      Microcosmi
      3,6
    • Malá Strana è il più fascinoso, e oggi anche il più turistico, e il più magico quartiere della magica Praga. Chiese barocche, viuzze selciate, palazzi nobiliari e casette sghembe. Un conglomerato animato da artigiani e burocrati, bottegai e artisti, zitelle e mendicanti, ragazzacci e musicisti che si incontrano e si scontrano inanellando vorticosi giri di valzer. In uno dei racconti, "Macchiette", il protagonista, studente in legge ampiamente fuoricorso, stabilisce che il modo migliore per isolarsi e dedicarsi totalmente agli studi è quello di trasferirsi "in quella poetica, quieta Malá Strana, tra gente amabile e silenziosa, in qualche angolo di una via appartata". Ma le cose non vanno come previsto e idealizzato: lo studente rimane coinvolto in una fittissima e paralizzante rete di rapporti con tutto il bizzarro vicinato. Rete fatta anche di equivoci sentimentali che portano come unico frutto a un duello. Il racconto si chiude con un trasloco che è anche una fuga.

      I racconti di Malá Strana
      3,5
    • Non luogo a procedere

      • 362pagine
      • 13 ore di lettura

      Für sein 'Kriegsmuseum zum Zwecke des Friedens' sammelt ein Mann in Triest Kriegsgeräte aller Art. Sie erzählen die Geschichten derer, die damit getötet haben oder getötet wurden. Als Jahre später das Museum bei einem Brand zerstört wird, versucht Luisa, Tochter einer Jüdin und eines afroamerikanischen Leutnants, es zu rekonstruieren. Dabei wird nicht nur die Geschichte ihrer Vorfahren zwischen Diaspora und Sklaverei wieder lebendig, sondern auch die von San Sabba, dem einzigen Konzentrationslager Italiens. Doch die Kraft des Vergessens erscheint ungeheuer: die Verbrechen wurden vertuscht, die Verfahren eingestellt. Gestützt auf eine wahre Geschichte hat Claudio Magris ein gewaltiges Epos geschrieben.

      Non luogo a procedere
      3,3
    • Lontano da dove

      Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale

      • 332pagine
      • 12 ore di lettura
      Lontano da dove
    • A Different Sea

      • 112pagine
      • 4 ore di lettura

      Early this century Enrico, a young intellectual, leaves the city of Gorizia with its abundant population and culture, to spend several years living on the Patagonian pampas, alone with his ancient Greek texts, his flocks and, every now and then, a woman.

      A Different Sea
      3,5
    • Die Weltliteratur dient Claudio Magris als Ausgangspunkt für seine Betrachtungen, doch auch in ganz alltäglichen Situationen spiegelt sich seine Begabung, im Detail das Besondere - und manchmal auch das besonders Komische oder Irrsinnige - zu entdecken. »Schreiben bedeutet für mich, Dinge zu umschreiben, die größer sind als der Schriftsteller. Leben, wachsen, sich verlieben, alt werden, sterben, all das ist größer und geheimnisvoller als die Erzählung, die es nachzeichnet. Deswegen haben mich immer so sehr Geschichten fasziniert, die sich wirklich ereignet haben, und Personen, die wirklich existiert haben, und ich habe versucht, ihr Schicksal getreu zu erzählen.« Claudio Magris 

      Utopie und Entzauberung
      5,0
    • Habsburský mýtus v literárních dílech rakouských spisovatelů 19. a 20. století. Práce z oblasti literární historie se zabývá mýtem, který se vytvořil kolem habsburské monarchie. Tento mýtus se výrazně odrazil v literárních dílech rakouských a německých spisovatelů 19. a 20. století. Autor rozebírá jednotlivé osobnosti rakouské literatury a sleduje vliv "habsburského mýtu" na jejich literární tvorbu.

      Habsburský mýtus v moderní rakouské literatuře
      4,3
    • Trieste. Une identité de frontière

      • 288pagine
      • 11 ore di lettura

      Gagner, mériter, revendiquer l’identité de celui qui n’est nulle part, c'est-à-dire d’une ville de frontière, pôle d’attraction grâce à son dynamisme économique, melting-pot où se côtoient la culture italienne, la tradition germanique, l’effervescence slave, enjeu d’un combat entre l’Italie et l’Autriche, puis la Yougoslavie ? cette ville qui « est littérature » et que hantent les grandes figures de Svevo, de Saba et de Joyce et de tant d’autres… Les auteurs se sont attachés à faire le point de tous les tiraillements linguistiques, démographiques, politiques et culturels ayant présidé à « l’identité de frontière » de cette fille naturelle de Vienne et adoptive de Rome, de ce carrefour jadis stratégique de la Mitteleuropa, nostalgique et boulimique de ses splendeurs passées, qui reste une des capitales littéraires du siècle et le laboratoire de l’Europe.

      Trieste. Une identité de frontière
      4,0
    • Kniha je věnovaná Středozemnímu moři, jeho ostrovům a okolním pobřežním zemím. Autor Predrag Matvejević, charvatský literární vědec přednášející o kultuře Středomoří na římské univerzitě La Sapienza, spojil ve svém eseji množství odborných znalostí s inspirací vpravdě básnickou. První oddíl jeho knihy, vlastní Breviář, se zabývá středomořskými skutečnostmi i chimérami, městy a přístavy, pevninou a ostrovy, ostrovany a přístavními velitelstvími, bójemi a lanovím, hřbitovy a vymřelými jazyky, vlnami a větry, mořskými proudy a oblaky na nebi, svítáním a soumrakem, zálivy a jeskyněmi, prameny a studnami, majáky a kláštery, rybáři a racky, druhy půdy a nářečí, středomořskými nadávkami a kletbami, mírámi a váhami, tržnicemi a solnicemi, výrobou oleje i sudů, dehtem a konopím, pletením lan i vázáním uzlů, plaváním i potápěním, pohřbíváním v moři, lovem hub a korálů, řekami a jejich ústím, fíkovníky a olivovníky, jednotlivými přímořskými národy sídlícími kol dokola Středomoří a jejich zeměni, Apeninským a Balkánským poloostrovem, námořními bitvami atd. Druhý, nejmenší oddíl, nazvaný Mapy, se věnuje plavbě a poznávání moře a přímoří od nejstarších dějin do současnosti. Třetí oddíl - Glosář - pátrá po původu různých pojmů a proměnách jejich chápání v průběhu staletí. V závěru je také řeč o knihách, které jsou zasvěceny poznávání Středomoří.

      Breviář Středomoří
      4,0
    • Claudio Magris, weit gereister Schriftsteller aus Triest, schreibt über das Reisen als Leben und als Überschreitung von Grenzen aller Art. Hier besucht er das Grab von Goethes Lotte und wandelt in Spanien auf den Spuren von Don Quijote. In Leningrad besichtigt er die ärmliche Wohnung, in der Dostojewski „Raskolnikoff“ geschrieben hat. In Schweden entdeckt er das Lunder Heimatmuseum, wo ein Nilpferd aus Stoff seine Aufmerksamkeit erregt, und in Mexiko nimmt er an einer Hochzeit orthodoxer Juden teil. Ebenso engagiert wie nachdenklich kommentiert Magris die jeweils aktuellen Zeitläufte, sei es in Tschechien, im Iran, in Polen oder in Vietnam.

      Ein Nilpferd in Lund
      3,0
    • Claudio Magris se zde vrací k tématu, jež je mu blízké a o němž psal už v románu Poslepu, k sochám z lodních přídí, hledícím před sebe na moře vstříc osudu a odvracejícím působení zlých sil. Kniha, která strhujícím způsobem líčí dějiny těchto figur a je doplněna i bohatým obrazovým materiálem, však není jen historií muzeálních kousků. Vypráví o moři, o ženách, o lodích i o literatuře. Sochy vystupují z mýtů a stávají se z nich skutečné ženské postavy – Sirény, bohyně, obyčejné ženy nebo věštkyně jako Kassandra, svůdnice, matky, vizionářky a další. Dočítáme se o hřbitovech pro lodě, o hrdinkách a dobrodruzích, kteří se vynořují z hlubin paměti a stávají se nesmrtelnými. Claudio Magris za tuto knihu obdržel v roce 2020 mezinárodní cenu MARetica udělovanou textům o moři.

      Oči moře. Sochy z lodních přídí
      4,0
    • Dílo známého italského prozaika a germanisty Claudia Magrise, jehož díla čeští čtenáři dobře znají (především jeho knihu Dunaj), se pozoruhodným způsobem zabývá historií a kulturou středoevropského prostoru. V knize Daleko odkud jej zkoumá na základě próz rakousko-židovského prozaika Josepha Rotha (1894–1939). Knihu lze číst nejen jako úvod do Rothovy tvorby či ucelenou interpretaci jeho literárního vývoje, ale také jako širší výpověď o atmosféře jedné epochy a jedné kultury – o pomalu zanikajícím starém světě rakousko-uherského mocnářství a osudech židovské menšiny uvnitř něj. Magrisova promyšlená, citlivá a poetická studie odhaluje duchovní univerzum východního židovství a jeho vliv na světovou kulturu. V jednom prostoru se tak v knize setkávají pozapomenutí jidiš, hebrejští a němečtí autoři s velikány, jako jsou Singer, Kafka, Musil nebo Zweig, ale i s malířem Chagallem či "smutným komikem" Charliem Chaplinem. Magrisova promyšlená, citlivá a hluboce erudovaná reflexe židovství, které je podle něj "trestí středoevropské a německé kultury" a současně "paradigmatem údělu moderního člověka a jeho nejisté identity", vzbudila času nejen v Itálii novou vlnu zájmu o dílo spisovatele Josepha Rotha.

      Daleko odkud: Joseph Roth a východožidovská tradice
      3,0
    • Claudio Magris erzählt vom Untergang der Illusionen: Da ist zum einen der Abenteurer Jorgensen, der am königlichen Hof in Dänemark aufwächst und Jahre später in jene Stadt deportiert wird, die er selber gegründet hat - Hobart Town in Tasmanien. Und zum anderen der Italiener Cippico: Er hat den politischen Kampf in Australien und den spanischen Bürgerkrieg mitgemacht, hat Dachau überlebt und wurde schließlich unter Tito eingesperrt auf der Todesinsel Goli Otoko. Beide Helden, obwohl in unterschiedlichen Jahrhunderten geboren, haben für ihre Ideale gekämpft, beide sind von den Ideologen ihrer Zeit betrogen worden. Ein großartiger Roman - Biographie, Geschichtswerk, Chronik, Phantasiegebilde und Mythos in einem.

      Blindings
      3,7
    • Nell’autunno del 1944 i tedeschi invasero la Carnia con l’aiuto dei cosacchi loro alleati, ai quali avevano promesso un luogo dove costruire un’autonoma patria cosacca, una «Kosakenland» fra i villaggi e le montagne di quella regione. I cosacchi vi si trasferirono in massa, compiendo saccheggi e atrocità di ogni tipo fino al maggio del ’45, quando scoprirono di essere stati usati e ingannati. Abbandonati a loro stessi di fronte all’avanzata dell’Armata Rossa, dovettero riparare in Austria e si arresero poi agli inglesi, i quali, però, ottemperando agli accordi segreti di Yalta, ma tradendo i patti, li consegnarono ai sovietici, che i cosacchi avevano cercato in tutti i modi di evitare. Vistisi ormai perduti, molti di loro scelsero il suicidio gettandosi nelle acque della Drava. Alcuni riuscirono a fuggire, molti altri incontrarono la morte in URSS. Da questa vicenda poco ricordata dalla storia, Claudio Magris trae spunto per comporre un resoconto toccante sul destino e sulla tragedia del vivere, ma anche su suoi brevi istanti di grazia.

      Edition Akzente: Mutmaßungen über einen Säbel
      2,0
    • Claudio Magris erzählt vom Untergang der Illusionen und dem blinden Eingreifen des Schicksals: Der dänische Abenteurer Jorgen Jorgensen und der italienische Kommunist Salvatore Cippico waren in unterschiedlichen Jahrhunderten zu Hause. Beide haben für ihre Ideale gekämpft, beide sind von den Ideologen ihrer Zeit betrogen worden. Magris verknüpft ihre Schicksale zu einer fulminanten Reise über die Meere und durch die Weltgeschichte. 'Im Strom der Geschichte und der Sprache: Claudio Magris spiegelt in seinem Roman ein Jahrhundert voller Schrecken und Schönheit, Wirrnis und Erleuchtung.' ›FAZ‹

      Blindlings
      3,8
    • Sie liebt ihren Mann über alles, und dennoch zieht sie es vor zu bleiben, als er sie aus dem Altersheim zurückholen will. Sie will ihm die Wahrheit ersparen - über den mysteriösen Direktor, über die nicht weniger mysteriösen Insassen. Claudio Magris, der Autor aus Italien, erfindet den uralten Mythos von Orpheus und Eurydike neu. Er schreibt die eindrucksvolle Geschichte einer absoluten Liebe in einer ganz neuzeitlichen Version. Seine Erzählung bewegt sich zwischen Leichtigkeit und Tragik, zwischen Alltag aus einem ganz gewöhnlichen Eheleben und großem Drama.

      Verstehen Sie mich bitte recht
      3,0
    • Kreuz des Südens

      Drei wahre unwahrscheinliche Leben

      • 144pagine
      • 6 ore di lettura

      Geschichten von Ländern, Grenzen, Entdeckungen und der Fremde – meisterhaft erzählt von Claudio Magris Drei unwahrscheinliche, wahre Geschichten von der Welt „am Ende der Welt“. Claudio Magris‘ meisterhafte Erzählungen handeln von außergewöhnlichen Menschen, die Ende des 19. Jahrhunderts nach Patagonien auswanderten, um sich mit dem „Anderen“ zu konfrontieren: Ob es der slowenische Ethnologe Janez Benigar ist, der sich mit einer Mapuche vermählt, der französische Anwalt Orélie-Antoine de Tounens, der sich zum König von Araukanien ausrufen lässt und einen hoffnungslosen Freiheitskampf initiiert, oder schließlich Schwester Angela Vallese aus dem Piemont, die ihr Leben für die verfolgten Ureinwohner Feuerlands opfert. Magris erzählt die erstaunliche Geschichte unbekannter Helden, die die Fremde zur Heimat machten.

      Kreuz des Südens
    • Triest

      • 296pagine
      • 11 ore di lettura
      Triest
    • Die autobiographischen Schriften Italo Svevos enthüllen einen unbekannten Autor, der seine Jugendpläne, die Arbeit an seinen Romanen und den Durchbruch mit "Zeno Cosini" reflektiert. Die Texte zeigen, wie er die Konstruktion des Romans und die Entwicklung seiner eigenen Figur miteinander verbindet.

      Autobiographisches Profil. Tagebuchaufzeichnungen und Notizen, Fabeln, Briefe
    • Das Alphabet der Welt

      Von Büchern und Menschen

      Von Kindheit an ein großer Leser, erzählt der berühmte Schriftsteller Claudio Magris aus Italien von den Büchern, die seinen Werdegang begleiteten: von Salgari, dem „italienischen Karl May“; der „Odyssee“, für Magris das Buch der Bücher; und natürlich dem Alten und Neuen Testament. Aber auch zu zeitgenössischen Werken und Literaturen außerhalb Europas führt ihn seine Neugier. Manche Bücher erlauben es, die Welt zu ordnen, andere enthüllen ihr zerstörerisches Chaos. Mit Leidenschaft und Beredsamkeit führt Magris uns in diesen Aufsätzen durch die Literatur der Welt.

      Das Alphabet der Welt
    • Die Rampe

      Hefte für Literatur - Proben junger Autoren

      • 145pagine
      • 6 ore di lettura
      Die Rampe