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Piccola biblioteca - 55: L'anticristo

Maledizione del Cristianesimo

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Le opere che, in sequenza incalzante, Nietzsche riuscì a scrivere in pochi mesi del 1888, prima di sprofondare nella follia, si presentano innanzitutto come una sorta di fulminea chiusura dei conti: con Wagner e la musica (II caso Wagner), con la filosofia (Crepuscolo degli idoli), con se stesso (Ecce homo). All'Anticristo, infine, spetta la funzione di chiudere i conti con il cristianesimo, oggetto sempre più ossessivo delle analisi e degli attacchi dell'ultimo Nietzsche. Il tono è ultimativo, da manifesto, preludio a un'" azione" che doveva essere un attacco radicale a tutta la nostra civiltà. Ma, al tempo stesso, Nietzsche si mostra qui ancora una volta di una sottigliezza psicologica (nel suo senso) prodigiosa, come dimostrano le parole bellissime, e profondamente amiche, sulla figura di Cristo. Mentre la condanna del cristianesimo e della morale convogliano in sé quella, più generale, contro tutte le forze nemiche della vita e capaci di camuffarsi dietro le potenze della religione e della cultura. Contro di esse Nietzsche scende definitivamente in guerra in queste pagine devastatrici, giungendo a siglare, alla fine, la sua "legge contro il cristianesimo" col nome terribile dell'Anticristo, in quanto "trasvalutatore di tutti i valori".

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Piccola biblioteca - 55: L'anticristo, Friedrich Wilhelm Nietzsche, Ferruccio Masini, Giorgio Colli

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Pubblicato
1977
Rilegatura
(In brossura),
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In buone condizioni
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3,99 €

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3,6
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Sottotitolo
Maledizione del Cristianesimo
Lingua
Italiano
Editore
Adelphi
Pubblicato
1977
Formato
In brossura
Pagine
119
ISBN10
8845903338
ISBN13
9788845903335
Serie
Prima pubblicazione
1895
Titolo originale
Der Antichrist
Valutazione
3,6 su 5
Descrizione
Le opere che, in sequenza incalzante, Nietzsche riuscì a scrivere in pochi mesi del 1888, prima di sprofondare nella follia, si presentano innanzitutto come una sorta di fulminea chiusura dei conti: con Wagner e la musica (II caso Wagner), con la filosofia (Crepuscolo degli idoli), con se stesso (Ecce homo). All'Anticristo, infine, spetta la funzione di chiudere i conti con il cristianesimo, oggetto sempre più ossessivo delle analisi e degli attacchi dell'ultimo Nietzsche. Il tono è ultimativo, da manifesto, preludio a un'" azione" che doveva essere un attacco radicale a tutta la nostra civiltà. Ma, al tempo stesso, Nietzsche si mostra qui ancora una volta di una sottigliezza psicologica (nel suo senso) prodigiosa, come dimostrano le parole bellissime, e profondamente amiche, sulla figura di Cristo. Mentre la condanna del cristianesimo e della morale convogliano in sé quella, più generale, contro tutte le forze nemiche della vita e capaci di camuffarsi dietro le potenze della religione e della cultura. Contro di esse Nietzsche scende definitivamente in guerra in queste pagine devastatrici, giungendo a siglare, alla fine, la sua "legge contro il cristianesimo" col nome terribile dell'Anticristo, in quanto "trasvalutatore di tutti i valori".