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Le storie degli altri

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Barnaby Gaitlin è sempre stato nei guai, sin dall’adolescenza, quando aveva l’«abitudine» di introdursi nelle case degli altri. Non per rubare, ma per leggere la posta, sbirciare negli album di fotografie, magari appropriarsi di qualche oggetto personale di scarso valore. Ora, a trent’anni, agli occhi dei suoi benestanti genitori di Baltimora, Barnaby è un fallito: un divorzio alle spalle, una figlia che ormai chiama papà qualcun altro e, come gli rimprovera la madre, «una stanza d’affitto, un lavoro non qualificato, amici inetti, nessun obiettivo né ambizione». Ma Barnaby non dispiace lavorare alla «Due braccia per te», un’associazione per l’assistenza agli anziani, e i suoi «clienti» – nonne preoccupate di far bella figura con i nipoti, pensionati impigriti, vecchiette con gli acciacchi – lo adorano, gli aprono volentieri la porta di casa e i cassetti dei ricordi. Per loro è proprio quel «bravo ragazzo» che Barnaby non è mai stato, e che forse sta aspettando il momento giusto, o la persona giusta, per cominciare a vivere la propria vita. Un altro personaggio memorabile di quella galleria di figure attraverso le quali la Tyler sembra riuscire a cogliere, come pochi altri narratori, lo spirito del nostro tempo.

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Le storie degli altri, Anne Tyler, Laura Pignatti

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Pubblicato
2001
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(In brossura)
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Lingua
Italiano
Editore
TEA
Pubblicato
2001
Formato
In brossura
Pagine
277
ISBN10
8878189502
ISBN13
9788878189508
Serie
Prima pubblicazione
1998
Titolo originale
A Patchwork Planet
Valutazione
3,6 su 5
Descrizione
Barnaby Gaitlin è sempre stato nei guai, sin dall’adolescenza, quando aveva l’«abitudine» di introdursi nelle case degli altri. Non per rubare, ma per leggere la posta, sbirciare negli album di fotografie, magari appropriarsi di qualche oggetto personale di scarso valore. Ora, a trent’anni, agli occhi dei suoi benestanti genitori di Baltimora, Barnaby è un fallito: un divorzio alle spalle, una figlia che ormai chiama papà qualcun altro e, come gli rimprovera la madre, «una stanza d’affitto, un lavoro non qualificato, amici inetti, nessun obiettivo né ambizione». Ma Barnaby non dispiace lavorare alla «Due braccia per te», un’associazione per l’assistenza agli anziani, e i suoi «clienti» – nonne preoccupate di far bella figura con i nipoti, pensionati impigriti, vecchiette con gli acciacchi – lo adorano, gli aprono volentieri la porta di casa e i cassetti dei ricordi. Per loro è proprio quel «bravo ragazzo» che Barnaby non è mai stato, e che forse sta aspettando il momento giusto, o la persona giusta, per cominciare a vivere la propria vita. Un altro personaggio memorabile di quella galleria di figure attraverso le quali la Tyler sembra riuscire a cogliere, come pochi altri narratori, lo spirito del nostro tempo.