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Scritti da James Joyce nel 1906, ma pubblicati soltanto nel 1914, perché ritenuti da molti editori troppo audaci, i quindici racconti che costituiscono il volume "Gente di Dublino" sono considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento. I protagonisti sono abitanti della città di Dublino, che vengono raffigurati nella loro quotidianità, e il tema che unisce tutti i racconti è la "morte in vita". I personaggi descritti da Joyce sono infatti frustrati, destinati a fallire o rinunciatari e l'ambiente in cui si svolgono le vicende è sempre squallido e desolato. Alcune volte un'improvvisa illuminazione o una rivelazione rendono palesi ai personaggi le misere condizioni in cui versano, ma per loro è sempre impossibile uscirne, perché vittime di una "paralisi morale". Le storie possono essere suddivise in quattro sezioni, che rappresentano le diverse fasi della vita umana: l'infanzia (Le sorelle, Un incontro, Arabia), l'adolescenza (Eveline, Dopo la corsa, I due galanti, Pensione di famiglia), la maturità (Una piccola nube, Rivalsa, Polvere, Un caso pietoso), la vecchiaia (Il giorno dell'Edera, Una madre, La grazia), a cui fa seguito il celebre racconto "I morti". Fa da sfondo a tutte le storie una Dublino grigia e malinconica, che diventa l'emblema delle città occidentali del secolo scorso e della loro decadenza morale.

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Gente di Dublino, James Joyce, Italo Svevo, Daniele Benati

Lingua
Pubblicato
2002
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(In brossura)
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Lingua
Italiano
Pubblicato
2002
Formato
In brossura
Pagine
268
ISBN10
8807821079
ISBN13
9788807821073
Serie
Prima pubblicazione
1914
Titolo originale
Dubliners
Valutazione
3,45 su 5
Descrizione
Scritti da James Joyce nel 1906, ma pubblicati soltanto nel 1914, perché ritenuti da molti editori troppo audaci, i quindici racconti che costituiscono il volume "Gente di Dublino" sono considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento. I protagonisti sono abitanti della città di Dublino, che vengono raffigurati nella loro quotidianità, e il tema che unisce tutti i racconti è la "morte in vita". I personaggi descritti da Joyce sono infatti frustrati, destinati a fallire o rinunciatari e l'ambiente in cui si svolgono le vicende è sempre squallido e desolato. Alcune volte un'improvvisa illuminazione o una rivelazione rendono palesi ai personaggi le misere condizioni in cui versano, ma per loro è sempre impossibile uscirne, perché vittime di una "paralisi morale". Le storie possono essere suddivise in quattro sezioni, che rappresentano le diverse fasi della vita umana: l'infanzia (Le sorelle, Un incontro, Arabia), l'adolescenza (Eveline, Dopo la corsa, I due galanti, Pensione di famiglia), la maturità (Una piccola nube, Rivalsa, Polvere, Un caso pietoso), la vecchiaia (Il giorno dell'Edera, Una madre, La grazia), a cui fa seguito il celebre racconto "I morti". Fa da sfondo a tutte le storie una Dublino grigia e malinconica, che diventa l'emblema delle città occidentali del secolo scorso e della loro decadenza morale.