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- 445pagine
- 16 ore di lettura
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Seymour Levov è alto, biondo, atletico: al liceo lo chiamano "lo Svedese". Ebreo benestante e integrato, ciò che pare attenderlo negli anni Cinquanta è una vita di successi professionali e di gioie familiari. Finché le contraddizioni del conflitto in Vietnam, esplose negli Stati Uniti, non coinvolgono anche lui, e nel modo più devastante: attraverso l'adorata figlia Merry, decisa a "portare la guerra in casa". Letteralmente. Ma "Pastorale americana" non si esaurisce nell'allegoria politica; è un libro sulla vecchiaia, sulla memoria, sull'intollerabilità di certi ricordi. Lo scrittore Nathan Zuckerman, fin dall'adolescenza affascinato dalla vincente solarità dello Svedese, sente la necessità di narrarne la caduta. E ciò che racconta è il rovesciamento della pastorale americana: un grottesco Giudizio Universale in cui Levov, e i lettori, assistono al crollo dell'utopia dei giusti, al trionfo della rabbia cieca e innata dell'America.
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Pastorale Americana, Vincenzo Mantovani, Philip Roth
- Lingua
- Pubblicato
- 2003
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- (Copertina rigida)
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- Titolo
- Pastorale Americana
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Vincenzo Mantovani, Philip Roth
- Pubblicato
- 2003
- Formato
- Copertina rigida
- Pagine
- 445
- ISBN10
- 8496142469
- ISBN13
- 9788496142466
- Serie
- Tag
- Narrativa, Prosa storica, Classici, Letteratura Americana, Adattato in un film, America, Premio Pulitzer
- Prima pubblicazione
- 1997
- Titolo originale
- American Pastoral
- Valutazione
- 4,15 su 5
- Descrizione
- Seymour Levov è alto, biondo, atletico: al liceo lo chiamano "lo Svedese". Ebreo benestante e integrato, ciò che pare attenderlo negli anni Cinquanta è una vita di successi professionali e di gioie familiari. Finché le contraddizioni del conflitto in Vietnam, esplose negli Stati Uniti, non coinvolgono anche lui, e nel modo più devastante: attraverso l'adorata figlia Merry, decisa a "portare la guerra in casa". Letteralmente. Ma "Pastorale americana" non si esaurisce nell'allegoria politica; è un libro sulla vecchiaia, sulla memoria, sull'intollerabilità di certi ricordi. Lo scrittore Nathan Zuckerman, fin dall'adolescenza affascinato dalla vincente solarità dello Svedese, sente la necessità di narrarne la caduta. E ciò che racconta è il rovesciamento della pastorale americana: un grottesco Giudizio Universale in cui Levov, e i lettori, assistono al crollo dell'utopia dei giusti, al trionfo della rabbia cieca e innata dell'America.



