John Sallis untersucht den Kerngedanken der Einbildungskraft und zeigt, daß deren Kraft auf alle Bereiche des menschlichen Lebens Einfluß hat. Aus dem Blickwinkel der gegenwärtigen Dekonstuktion des klassischen Gegensatzes zwischen der intelligiblen und der sinnlichen Wirklichkeit setzt er sich kritisch mit der gesamten Geschichte der Philosophie auseinander. Dadurch, daß er das Wesen der Einbildungskraft hinterfragt, wendet sich seine Untersuchung dem Sinnlichen und dem Elementaren in der Natur zu. Er greift auf die Methoden der radikalisierten Phänomenologie und der Hermeneutik zurück, um ein ganz neues Konzept der Einbildungskraft zu erarbeiten. So wird deutlich, daß die Einbildungskraft eine zentrale Rolle für das Verständnis des Wesens von Zeit, Eigenen und Fremden sowie der Kunst spielt. Dies wird an Werken von Shakespeare, Keats und Hölderlin veranschaulicht. Der Autor zeigt, daß die Einbildungskraft, sobald sie von jeglicher Subjektivität befreit ist, die Momente unserer Wahrnehmung sinnlicher Dinge zusammenbringt und gleichzeitig die Wahrnehmung für Licht, Atmosphäre, Erde und Himmel öffnet.
Studi di Pensiero Continentale Serie
Questa serie si addentra nel vasto panorama della filosofia continentale, tracciando la sua discendenza dall'idealismo tedesco del XIX secolo attraverso la fenomenologia e l'esistenzialismo fino al pensiero contemporaneo. Presenta rigorosi studi accademici che si confrontano criticamente ed espandono le tradizioni filosofiche fondanti. La collana è una lettura essenziale per accademici e studenti che cercano un'esplorazione approfondita dei movimenti filosofici europei e della loro continua rilevanza.






Contributions to philosophy
- 420pagine
- 15 ore di lettura
"The fugally structured work comprises six "joinings" - "Echo," "Playing-Forth," "Leap," "Grounding," "The Ones to Come," and "The Last God" - and a final section, "Be-ing," which together illuminate what enowns and thus enables thinking."--BOOK JACKET.
Concetti fondamentali della metafisica
- 496pagine
- 18 ore di lettura
Queste lezioni del '29-30 - specie nei loro capitoli conclusivi - ci consentono di cogliere in fieri meglio di qualunque altro testo di Heidegger, come il progetto sistematico di ricondurre ogni genuina questione filosofica alla sua scaturigine e ai suoi presupposti originari nella finitezza dell'essere, cioè all'identità antimetafisica di tempo ed essere, abbia condotto Heidegger sulla via di una scepsi sempre più radicale e affine a quella intrapresa, in tempi diversi e con esiti altrettanto diversi, da Nietzsche. "Concetti fondamentali della metafisica" rappresentano perciò un capitolo essenziale nel cammino che avrebbe portato Heidegger, qualche anno più tardi, a decretare la fine della metafisica.
Kant and the Problem of Metaphysics
- 288pagine
- 11 ore di lettura
Offers an assessment of Kant's thought. This title talks about the problem of how the author proposed to enact his destruction of the metaphysical tradition and the role that his reading of Kant would play therein.
The text of Martin Heidegger's 1927--28 university lecture course on Immanuel Kant's Critique of Pure Reason presents a close interpretive reading of the first two parts of this masterpiece of modern philosophy. In this course, Heidegger continues the task he enunciated in Being and Time as the problem of dismatling the history of ontology, using temporality as a clue. Within this context the relation between philosophy, ontology, and fundamental ontology is shown to be rooted in the genesis of the modern mathematical sciences. Heidegger demonstrates that objectification of beings as beings is inseparable from knowledge a priori, the central problem of Kant's Critique. He concludes that objectification rests on the productive power of imagination, a process that involves temporality, which is the basic constitution of humans as beings.
Die Vorlesung knupft an das Ende der Grundprobleme der Phanomenologie an. Sie gibt ausfuhrlicher als dort eine Bestimmung des Verhaltnisses von positiver Wissenschaft, wissenschaftlicher Philosophie oder Ontologie und Fundamentalontologie. Die phanomenologische Interpretation der transzendentalen Asthetik und des ersten Buches der transzendentalen Analytik ist gegenuber der spateren Arbeit Kant und das Problem der Metaphysik weniger die abgeloste Darstellung als die Herausarbeitung der Kantdeutung in einer genauen und detaillierten Textanalyse, in der Abschnitt fur Abschnitt durchgegangen wird. Die Vorlesung bietet einen breiteren Zugang zur lntention der Kantdeutung Heideggers.
Logica
- 280pagine
- 10 ore di lettura
Martin Heidegger impartì la materia di Logica nel semestre invernale del 1925-1926 a Marburgo. In questo corso, contrappone alla logica tradizionale una logica filosofante in cui si interroga sul logos, una logica della verità. Nella prima parte, Heidegger si rifà all'interpretazione aristotelica della verità, mentre nella seconda sviluppa la domanda radicale sulla verità nell'orizzonte dell'analitica dell'esistenza, dove il peso principale ricade sulla tematica del tempo. La sua interpretazione della Critica della ragion pura mostra il significato della problematica del tempo per Kant. Questo corso è imprescindibile per comprendere la genesi del pensiero di Heidegger.
Nonostante il suo carattere di schizzo, il corso di Marburgo del semestre estivo del 1926 può essere considerato un tentativo di Heidegger, nella fase di concezione di "Essere e Tempo", di percorrere filosoficamente la storia della filosofia greca fino ad Aristotele. Ripete l'inizio decisivo della filosofia occidentale come processo di scoperta dell'essere a partire dall'ente, che si configura in modo sempre più ricco e differenziato, poiché solo così la filosofia attuale potrebbe appropriarsi in modo soddisfacente delle possibilità contenute nel suo interrogare. Nella prima sezione, il corso affronta il trattamento che Aristotele fa nel primo libro della "Metafisica" della filosofia greca che lo precede. La seconda sezione del corso, che inizia con Talete e si occupa dei pensatori e delle correnti di pensiero significativi, tratta stadi importanti della filosofia greca. Heidegger vede un movimento ascendente di autodepliegamento del pensiero dell'essere fino al suo apogeo nella filosofia aristotelica. Questo corso costituisce una prova che il modo heideggeriano di formulare e sviluppare il pensiero dell'essere corrisponde a una parte essenziale della sua occupazione con la storia, le forme del pensiero e i concetti fondamentali della filosofia greca.
Compresa fra gli anni friburghesi di Heidegger, questa lezione dedicata alle Interpretazioni fenomenologiche di Aristotele costituisce un'introduzione di eccezionale significato a quello che è il maggior laboratorio filosofico del Novecento. ecento. Cercando di comprendere l'Io storico nel suo stesso spazio mondano, Heidegger ripercorre le esperienze fondamentali del suo tempo: l'ermeneutica di Dilthey e il metodo fenomenologico di Husserl. Dilthey e Husserl costituiscono anche il punto di vista storico attraverso cui Heidegger tenta di accedere alle fonti greco-cristiane del suo problema: l'antropologia cristiana e quella greca.
The Principle of Reason
- 176pagine
- 7 ore di lettura
Focussing on Leibniz's principle: 'nothing is without reason', this book shows that the principle of reason is in fact a principle of being. It also contains discussions of language, translation, reason, objectivity, and technology - as well as readings of Leibniz, Kant, Aristotle, and Goethe.
The Essential Husserl, the first anthology in English of Edmund Husserl's major writings, provides access to the scope of his philosophical studies, including selections from his key works: Logical Investigations, Ideas I and II, Formal and Transcendental Logic, Experience and Judgment, Cartesian Meditations, The Crisis of European Sciences and Transcendental Phenomenology, and On the Phenomenology of the Consciousness of Internal Time. The collection is an indispensable resource for anyone interested in twentieth-century philosophy.
Reconstructs Martin Heidegger's lecture course at the University of Marburg, devoted to an interpretation of Plato's "Sophist" and Aristotle. The lectures approach Plato through a detailed reading of the "Nichomachean Ethics", providing one of Heidegger's major interpretations of Aristotle.
First Published in German in 1981 as Grundbegriffe (volume 51 of Heidegger's collected works), this translation of Martin Heidegger's lecture course at the University of Freiburg in the winter semester of 1941 offers a concise introduction to new directions in the philosopher's later thought. Shifts in Heidegger's thought from the problem of the meaning of being to the question of the truth of being are evident in this outstanding translation.
Ontologia
- 117pagine
- 5 ore di lettura
Le prime lezioni di Heidegger a Friburgo e Marburgo rivestono un'importanza particolare, poiché offrono uno sguardo sul suo percorso di pensiero nel decennio tra la sua abilitazione (1916) e la pubblicazione di "Essere e Tempo" (1926). In questi anni, Heidegger non pubblicò quasi nulla, ma grazie alla sua attività didattica, il suo leggendario prestigio si diffuse tra le università. In queste lezioni, spesso della durata di un'ora, si riunirono giovani studenti e futuri professori di filosofia, affascinati dai primi passi verso una nuova direzione del pensiero, che si concretizzò poi nel suo principale lavoro. Il tema di queste lezioni (semestre estivo 1923) è la "ermeneutica della fatticità", ovvero l'autointerpretazione del soggetto come Da-sein, essere-nel-mondo, cura. Anche se in seguito i percorsi di pensiero di coloro che si riunirono come "allievi" si separarono, nessuno ha mai completamente abbandonato l'influenza di questa scuola.
". . . remarkable account of the impact of postmodern philosophy on the question of ethics and politics . . . commendable also for its balanced view of Heidegger's relationship to politics and ethics. . . . an excellent account of Heidegger's philosophical understanding of technology . . ." ―ChoiceThis book takes as its point of departure the question of that values and their pursuit in the West often perpetuate their own worst enemies. At issue are the dangers in the structures and movements of images, values, and ways of knowing that are most intimately a part of our lives.
Fenomenologia della vita religiosa
- 435pagine
- 16 ore di lettura
Nel semestre invernale del 1920/1921, Martin Heidegger dedica una lezione intitolata Introduzione alla fenomenologia della religione, un'opera che rappresenta un'importante riflessione sulla vita religiosa. Nella prima parte, Heidegger si concentra sulla questione di definire e delimitare il metodo fenomenologico, adattandolo alla vita fattuale. Nella seconda parte, analizza l'esperienza originaria di San Paolo, considerando le sue lettere non come scritti dottrinali, ma come documenti della sua esperienza vitale di credente. In questo modo, offre un'analisi della concezione cristiana della vita, influenzata dall'aspettativa della venuta imminente del Messia. La fenomenologia della religione di Heidegger rappresenta uno studio approfondito dell'esperienza originaria della religiosità, evidenziando la visione cristiana primitiva della vita fattuale. Inoltre, Heidegger esplora il fenomeno religioso e l'esperienza religiosa fondante, rivelando i momenti costitutivi dell'esistenza umana articolati nel mondo proprio, nel mondo condiviso e nel mondo circostante.
Martin Heidegger's reading of Aristotle was one of the pivotal influences in the development of his philosophy. First published in German in 1981 as volume 33 of Heidegger's Collected Works, this book translates a lecture course he presented at the University of Freiburg in 1931. Heidegger's careful translation and his probing commentary on the first three chapters of Book IX of Metaphysics show the close correlation between his phenomenological interpretation of the Greeks (especially of Aristotle) and his critique of metaphysics. Additionally, Heidegger's confrontation with Aristotle's Greek text makes a significant contribution to contemporary scholarship on Aristotle, particularly the understanding of potentiality in Aristotle's thought. Finally, the book exemplifies Heidegger's gift for teaching students how to read a philosophical text and how to question that text in a philosophical way.
Georg Wilhelm Friedrich Hegel gave many lectures in logic at Berlin University between 1818 and his untimely death in 1831. Edited posthumously by Hegel's son, Karl, these lectures were published in German in 2001 and now appear in English for the first time. Because they were delivered orally, Lectures on Logic is more approachable and colloquial than much of Hegel's formal philosophy. The lectures provide important insight into Hegel's science of logic, dialectical method, and symbolic logic. Clark Butler's smooth translation helps readers understand the rationality of Hegel's often dark and difficult thought. Readers at all levels will find a mature and particularly clear presentation of Hegel's systematic philosophical vision.
Merleau-Ponty's Philosophy
- 264pagine
- 10 ore di lettura
The work of French philosopher Maurice Merleau-Ponty touches on some of the most essential and vital concerns of the world today, yet his ideas are notoriously difficult and not widely understood. This work redresses this problem by offering a carefully argued, critical appreciation of Merleau- Ponty's philosophy.
Introduction to Phenomenological Research , volume 17 of Martin Heidegger's Gesamtausgabe, contains his first lectures given at Marburg in the winter semester of 1923–1924. In these lectures, Heidegger introduces the notion of phenomenology by tracing it back to Aristotle's treatments of phainomenon and logos . This extensive commentary on Aristotle is an important addition to Heidegger's ongoing interpretations which accompany his thinking during the period leading up to Being and Time. Additionally, these lectures develop critical differences between Heidegger's phenomenology and that of Descartes and Husserl and elaborate questions of facticity, everydayness, and flight from existence that are central in his later work. Here, Heidegger dismantles the history of ontology and charts a new course for phenomenology by defining and distinguishing his own methods.
Heidegger and the Greeks
- 194pagine
- 7 ore di lettura
Martin Heidegger's reflection on Greek thought is recognized as a decisive feature of his philosophical development. This work sheds light on the issues raised by his encounter and engagement with the Greeks. It also sheds light on how core philosophical concepts such as phenomenology, existentialism, hermeneutics, and ethics are understood.
Concetti fondamentali della filosofia aristotelica
- 441pagine
- 16 ore di lettura
L'interesse di Heidegger per Aristotele, testimoniato da questo corso universitario che il filosofo tenne nel 1924, si colloca nel periodo cruciale dell'elaborazione dell'analitica ontologico-esistenziale di Essere e tempo. In particolare, nell'analisi della Retorica aristotelica compaiono già, in nuce, alcuni 'concetti fondamentali della filosofia heideggeriana' - come Dasein (esserci), In-der-Welt-sein (essere nel mondo) e Befindlichkeit (il sentirsi situato, la situatività, e anche la situazione emotiva) - destinati a lasciare un segno indelebile nella filosofia del Novecento. Ma, soprattutto, Heidegger si impegna qui - come raramente in seguito - in una brillante fenomenologia dei páthe, delle "passioni", e del ruolo determinante che esse svolgono nella vita e nell'esistenza dell'uomo. La messa in questione del tradizionale privilegio accordato agli atti intellettivi superiori che questo implica suggerisce l'idea che siano costitutivi dell'uomo, allo stesso titolo della ragione, anche gli elementi 'inferiori', quali la sensibilità, le affezioni e le passioni
Die "Beiträge zur Philosophie (Vom Ereignis)" gelten als Heideggers zweites Hauptwerk nach "Sein und Zeit". Sie bieten eine neue Perspektive auf die Seinsfrage, indem sie das Wesen des Seins im Kontext des ereigneten Entwurfs untersuchen. Diese Arbeit markiert den Übergang von der Metaphysik zur Wahrheit des Seins und vollzieht die "Kehre" im Denken.
Grundbegriffe der antiken Philosophie präsentiert einen Vorlesungskurs von Martin Heidegger aus dem Jahr 1926 an der Universität Marburg. Das Buch bietet Heideggers systematischste Geschichte der antiken Philosophie, beginnend mit Thales und endend mit Aristoteles. In dieser Vorlesung, die mit dem Abschluss seines wichtigsten Werkes, Sein und Zeit , zusammenfällt, arbeitet Heidegger an einer scharfen Unterscheidung zwischen Seien und Sein.
Being and Truth
- 256pagine
- 9 ore di lettura
Gregory Fried, a prominent philosopher and chair of the Philosophy Department at Suffolk University, explores the intersections of Heidegger's thought in his works. His notable publication, "Heidegger's Polemos: From Being to Politics," delves into the philosophical implications of Heidegger's ideas, while he also contributes as an editor to "A Companion to Heidegger's Introduction to Metaphysics," collaborating with Richard Polt to provide insights into this foundational text.
Il "Sofista" di Platone
- 667pagine
- 24 ore di lettura
Se nei primi anni Venti il giovane Heidegger, ancora assistente di Husserl, aveva interrogato soprattutto Aristotele, divenuto professore a Marburgo inizia, con le dense lezioni universitarie qui raccolte - fondamentali nell'evoluzione del suo pensiero -, un cammino a ritroso che penetra nelle maglie concettuali di Platone. Ed è in questo percorso che matura quell'indagine sulla questione dell'essere che illuminerà, di lì a breve, l'analitica di Essere e tempo, e rimarrà sempre cifra ispiratrice di tutta la speculazione heideggeriana. Nell'abbordare il problema ontologico per via negationis, attraverso la ricostruzione dello statuto del non-essere, del nulla - cruciale per tutto l'Occidente sin da Parmenide -, Heidegger mostra come sia dunque di importanza centrale la definizione del «sofista», nucleo dell'omonimo dialogo platonico. Assumendo infatti che egli professi pensieri privi di sussistenza, e affermi cose che non sono, si ammette implicitamente - contro il divieto di Parmenide - la realtà di ciò che non è. Ne consegue l'inevitabilità di una riflessione sul «nulla» - il che obbliga a un fondamentale ripensamento della questione dell'essere.La rigorosa chiarificazione storico-filosofica - prima ancora che filologica - del testo platonico (ma anche di decisivi passaggi di Aristotele) fa così emergere nel cuore del Novecento la domanda più radicale - e ineludibile: perché l'essere e non piuttosto il nulla?
Gesamtausgabe Abt. 2 Vorlesungen 1919 - 1944 Bd. 18. Grundbegriffe der aristotelischen Philosophie
- 418pagine
- 15 ore di lettura
Die Vorlesung über Grundbegriffe der aristotelischen Philosophie von Martin Heidegger aus dem Sommersemester 1924 beschäftigt sich mit der ontologischen Forschung des Aristoteles. Heidegger interpretiert zentrale Begriffe und betont das menschliche Dasein als Grundlage der Begrifflichkeit, was zur Entwicklung seiner fundamentalontologischen Analytik führt.
Die im Wintersemester 1929/30 an der Freiburger Universität gehaltene Vorlesung ist in zweierlei Hinsicht bedeutend. Sie bietet eine umfassende Analyse der in der Freiburger Antrittsvorlesung „Was ist Metaphysik?“ nur angedeuteten Langeweile und eine detaillierte Wesensbestimmung des Organismus und des Lebens – Themen, die in „Sein und Zeit“ nur erwähnt werden. Die Vorlesung beginnt mit einer Erörterung des Begriffs der Metaphysik und kommt zu dem Schluss, dass die drei metaphysischen Fragen nach Welt, Endlichkeit und Vereinzelung aus einer Grundstimmung heraus gestellt werden müssen. Der erste Teil hat die Aufgabe, die tiefe Langeweile als Grundstimmung des Philosophierens zu wecken, wobei drei Grundformen der Langeweile aufgezeigt werden. Im zweiten Teil werden die drei metaphysischen Fragen weiter ausgearbeitet. Die Frage nach der Welt erfolgt durch den Vergleich dreier Thesen: ‚der Stein ist weltlos‘, ‚das Tier ist weltarm‘, ‚der Mensch ist weltbildend‘, beginnend mit der mittleren These. Die Untersuchung der Weltarmut des Tieres führt zur Wesensbestimmung der Tierheit, des Organismus und des Lebens. Der Übergang zur These ‚der Mensch ist weltbildend‘ beinhaltet eine Wesensanalyse der Welt und der Weltbildung des Menschen. Diese Vorlesung gilt als eine der bedeutendsten von Heidegger und fast als ein zweites Hauptwerk.
The fundamental concepts of metaphysics
- 512pagine
- 18 ore di lettura
Includes a treatment of the history of metaphysics and an elaboration of a philosophy of life and nature. This work defines and develops Heidegger's concepts of organism, animal behaviour, and environment.
Parmenide
- 298pagine
- 11 ore di lettura
In questo corso universitario, tenuto a Friburgo nel semestre invernale 1942/1943, il nome di Parmenide sta per tutto ciò che esso rappresenta: il pensiero aurorale dei greci quale inizio e fondamento della civiltà occidentale. Heidegger orchestra una polifonia sorprendentemente ampia di motivi, in cui Parmenide diventa il pre-testo per trattare temi e problemi quali la verità, la giustizia, la politica, il divino.
Diese Vorlesung des Sommersemesters 1931 zeugt von der Suche nach einem verbindenden Horizont fur die Auseinandersetzung mit dem von Aristoteles Vorgedachten. Der Eingangsteil entwirft einen Grundriss des Aristotelischen Philosophierens uberhaupt. In diesen hineingehort auch die Frage nach Dynamis und Energeia; davon handelt Buch IX der Metaphysik. Die Satz fur Satz interpretierten drei ersten Kapitel dieses Buches handeln von Wesen und Wirklichkeit der Kraft. Das dabei in seiner Wandelbarkeit einpragsam zur Sprache gebrachte Phanomen der Kraft oder des Vermogens wird die Keimzelle zu einer Aufspaltung des allgemeingriechischen Seinsbegriffes der Anwesenheit. Wie hiermit dem Verstandnis des ganzen IX. Buches im Zusammenhang mit seinem Schlusskapitel ein Ausgangspunkt gegeben wird, so wird zugleich einer weiteren und weiterreichenden Durchdringung der griechischen Philosophie vorgearbeitet.
Seminari
- 229pagine
- 9 ore di lettura
I testi di questi Seminari, qui tradotti per la prima volta, compendiano l’insegnamento orale dell’ultimo Heidegger, consentendoci di guardare direttamente nel laboratorio del filosofo. In quel periodo (si va dal 1951 al 1973) Heidegger, ormai lontano dalle aule universitarie, dove per lunghi anni aveva presentato le sue opere principali – a partire da Essere e tempo – sotto forma di corsi d’insegnamento, si dedicò in rare occasioni, soprattutto fuori dai confini tedeschi, e in forma ristretta e privata, alla interrogazione diretta, martellante dei testi filosofici. Tanto più preziosa apparirà dunque la testimonianza di questo suo insegnamento che sarebbe fondato definire «esoterico». I temi sono fra i più ardui e imprescindibili (e spesso le formulazioni che essi trovano in questa forma seminariale aggiungono, nella loro stringatezza, qualcosa di essenziale alle trattazioni più diffuse): alcuni frammenti di Parmenide ed Eraclito, la «questione dell’essere», il dominio della natura attraverso la tecnica, il senso della «lacerazione» in Hegel e della «produzione» in Marx, la distruzione-decostruzione da cui nacque Essere e tempo. I Seminari sono stati pubblicati per la prima volta nel 1977.
Il corso di lezioni del 1942 di Martin Heidegger interpreta l'inno "L'Ister" di Friedrich Hölderlin nel contesto dell'opera poetica e filosofica di Hölderlin, con particolare enfasi sul dialogo di Hölderlin con la tragedia greca. Durante l'estate del 1942, questo corso è stato tenuto all'Università di Friburgo. Le discussioni di Heidegger sul significato del "politico" e del "nazionale" rivelano il suo pensiero di quel periodo, in cui sottolinea la difficoltà e la necessità di trovare "il proprio" attraverso un dialogo con "l'altro". In questo contesto, Heidegger riflette sulla natura della traduzione e dell'interpretazione. Una lettura dettagliata del famoso coro dell'Antigone di Sofocle, noto come "ode all'uomo", è una caratteristica fondamentale del corso.
Gesamtausgabe - 65: Beiträge zur Philosophie
Vom Ereignis - III. Abteilung: Unveröffentlichte Abhandlungen
- 521pagine
- 19 ore di lettura
"[Heidegger's] greatest work... essential for all collections." --Choice ..". students of Heidegger will surely find this book indispensable." --Library Journal Contributions to Philosophy (From Enowning), written in 1936-38 and first published in 1989 as Beitrage zur Philosophie (Vom Ereignis), is Heidegger's most ground-breaking work after the publication of Being and Time in 1927. If Being and Time is perceived as undermining modern metaphysics, Contributions undertakes to reshape the very project of thinking.
What is the nature of the relationship of Jacques Derrida and deconstruction to Edmund Husserl and phenomenology? Is deconstruction a radical departure from phenomenology or does it trace its origins to the phenomenological project? In Derrida and Husserl, Leonard Lawlor illuminates Husserl’s influence on the French philosophical tradition that inspired Derrida’s thought. Beginning with Eugen Fink’s pivotal essay on Husserl’s philosophy, Lawlor carefully reconstructs the conceptual context in which Derrida developed his interpretation of Husserl. Lawlor’s investigations of the work of Jean Cavaillès, Tran-Duc-Thao, and Jean Hyppolite, as well as recent texts by Derrida, reveal the depth of Derrida’s relationship to Husserl’s phenomenology. Along the way, Lawlor revisits and sheds light on the origin of many important Derridean concepts, such as deconstruction, the metaphysics of presence, différance, intentionality, the trace, and spectrality.





